I nostri organi fisici sono in grado di sentire, percepire, vivere e immagazzinare ciò che ci circonda. Tutto questo perché i nostri sensi sono gestiti dal nostro sistema nervoso che rielabora le informazioni e le ricapta ai tessuti e organi del nostro corpo. Pensate a quando prendete un forte spavento, il corpo reagisce successivamente sudando, accelerando i battiti cardiaci e compaiono ansia e paura; oppure un periodo di forte stress prolungato spesso si riproduce fisicamente con mal di stomaco, insonnia, cefalee tensive e a volte anche con disturbi quali dolori articolari e forti astenie.

Ma quali sono le emozioni legate agli organi del cuore, dello stomaco e dell’intestino? 

E quali sono i disturbi che i nostri organi producono a seconda delle emozioni negative che proviamo?

Il cuore è l’organo più intimamente correlato ai meccanismi delle emozioni di angoscia, paura, sofferenza e ostilità. È il motore di noi stessi, è il nostro carburante e se non lo riempiamo con le emozioni positive rischia di ammalarsi. Viene considerato come un cervello, capace di muovere tutto il nostro essere verso emozioni positive che ci fanno sentire liberi di essere noi stessi senza conflitti interiori. Spesso però non siamo abituati ad usare il cervello del cuore ma ci lasciamo influenzare dalla mente e dai conflitti che essa rielabora dalle nostre esperienze vissute. 

A livello psicosomatico il cuore rappresenta la nostra motivazione a vivere, i problemi del cuore riguardano gli sforzi che facciamo per vivere e per difendere ciò a cui teniamo e le energie e i pensieri negativi danneggiano il funzionamento del muscolo cardiaco.

La paura costante di perdere ciò a cui si tiene o la perdita di ciò che era la propria motivazione di vita si possono riflettere fisicamente con patologie quali l’angina pectoris, dove avviene una diminuzione del flusso di sangue alle cellule del cuore. 

Una vita senza energia, spossata dalle continue battaglie e lotte di sopravvivenza emotive e materiali si possono presentare invece sotto forma di Insufficienza coronarica, dove le arterie cardiache si ristringono a causa di placche di colesterolo o danneggiamento dei loro tessuti.

Un lutto, disoccupazione o perdita del lavoro, fallimenti economici, paura e insicurezza costante, forti depressioni sono eventi e emozioni che potrebbero colpire le funzioni cardiache. 

Quando il carico emotivo è troppo forte e perdura nel tempo, il barometro interiore si alza provocando disturbi di ipertensione arteriosa andando a colpire la pressione. 

Queste emozioni negative vengono  rielaborate dal nostro sistema nervoso attivando stati stressori del cuore. 

Lo stomaco svolge funzioni digestive e rappresenta la nostra capacità di accettazione. I problemi dello stomaco riguardano situazioni che non sono state accettate o digerite, possono essere idee, situazioni che si rifiutano, che si considerano ingiuste o fanno male o che ci fanno provare rabbia. Può trattarsi di un dispiacere che ci è rimasto dentro o di una mancanza di gioia dovuta a una situazione che si considera ingiusta.

Ma quali sono i disturbi dello stomaco che potrebbero giungere dalle emozioni negative? 

L’ulcera allo stomaco proviene da una situazione che non è stata accettata o digerita, da un’azione imperdonabile o qualcosa di ingiusto che abbiamo subito. La rabbia che ne consegue  rimane sullo stomaco, creando bruciori che progressivamente ne ulcerano la mucosa. Caratterialmente è una persona che inghiotte, che non esteriorizza e si impone una costrizione interiore che impedisce l’esternarsi di affetto.

Spesso paure e preoccupazioni danno origine ad acidità gastrica e aerofagia, mentre situazioni non digerite provocano dolori allo stomaco e gastriti acute. 

L’intestino è uno dei nostri organi emuntori, espelle le tossine del nostro corpo. Quando si trattengono situazioni, stati emotivi, pensieri ed emozioni, spesso il nostro organismo reagisce con disturbi del colon. 

La colite è un’infiammazione acuta o cronica della mucosa del colon. Le cause organiche di questa affezione sono da riferirsi ad un infezione microbica o parassitaria. Il sintomo principale allo stato acuto è la dissenteria, nella sua forma cronica invece avremo spasmo doloroso del colon, pesantezza, a volte vomito e diarrea alternata a stipsi. 

Psicologicamente si tratta di soggetti che presentano una notevole emotività, ansia, ostilità e talora sensi di colpa o depressione. Ogni sua riacutizzazione trova spazio in un pensiero psicologico della persona che si trova costretta ad affrontare situazioni problematiche che la mettono in ansia trovandosi impreparata o non sufficientemente supportata, che trattiene e non riesce a rielaborare. Ciò che introduciamo non riusciamo a espellerlo e così il nostro intestino si infiamma. 

Il più delle volte sono proprio le insicurezze e le paure a provocare infiammazioni del colon con dolori addominali e disturbi del transito intestinale, la cosiddetta sindrome da colon irritabile. 

Chiara Zullo